I Fondatori del Corso

IW- Istituto Winnicott Corso di Psicoterapia Psicoanalitica del Bambino, dell'Adolescente e della Coppia

L’Istituto Winnicott offre una formazione psicoanalitica e propone un approccio psicodinamico e psicoanalitico nel campo della salute mentale in età evolutiva.

Pioniere della Psicoanalisi Infantile

Per poter presentare l’ i.W. – Corso di Psicoterapia Psicanalitica del Bambino, dell’Adolescenre e della Coppia ASNE-SIPsIA, non possiamo che iniziare da Adriano Giannotti che la Scuola ebbe in mente, in mente ne maturò il profilo e gli scopi e che poi pioneristicamnte riuscì a realizzare, far crescere, con il contributo di alcuni altri Maestri, e quindi lasciare in eredità ai suoi allievi che ne raccolsero il testimone. 

Come già scrivemmo nel libro Sulla storia della psicoanalisi infantile in Italia, a cura di M. L. Algini (Roma, Borla, 2007), Adriano Giannotti nacque a Segni (Roma) il 7 febbraio 1932 ed è deceduto a seguito di un’inesorabile malattia, il 12 giugno 1994. Ha percorso tutti i suoi anni all’insegna dell’impegno umano e sociale, con tenacia, coraggio, intelligenza e curiosità creativa.

Si è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università La Sapienza di Roma nel 1961 con il Prof. Mario Gozzano, frequentando successivamente la Scuola di Perfezionamento in Neuropsichiatria Infantile di Roma, ove incontrò il Prof. Giovanni Bollea. Iniziò da allora ufficialmente la sua carriera universitaria, prima come assistente, abilitato nel 1971 alla Libera Docenza in neuropsichiatria infantile, per giungere a ricoprire, nel 1980, la qualifica di Professore Associato, sino al conseguimento nel 1985 del ruolo di Professore Ordinario e la titolarità della II Cattedra di Neuropsichiatria Infantile della stessa Università La Sapienza.

Accostò alla formazione medico-neuropsichiatrica la formazione psicoanalitica, con un training personale che lo portò a divenire prima, nel 1968, Membro Ordinario del Centro Psicoanalitico di Roma e successivamente,  membro Associato nel 1971 e Ordinario nel 1978 della S.P.I. (Società Psicoanalitica Italiana); dal 1992 è stato Presidente della neoformata Associazione Italiana di Psicoanalisi (A.I.Psi), riconosciuta dall’I.P.A.

La ricca attività clinica assistenziale, strettamente connessa con la ricerca scientifica, trovò la sua espressione nei numerosi scritti, nella partecipazione ai più importanti congressi nazionali ed internazionali e soprattutto nelle varie e pionieristiche iniziative nell’ambito dell’Istituto di Neuropsichiatria Infantile di Roma e in particolare nella cura di bambini, adolescenti e genitori che qui si rivolgevano per disagi psicoaffettivi  e/o psicosociali.

Il suo “prendersi cura”, nel senso più etico del termine, si basava saldamente su una  profonda umanità ed un grande interesse ed amore per l’ “altro”, specie per l’altro bisognoso, come può avvenire in chi affronta la professione medica sulla base di una scelta personale autentica  e sostenuta da valori morali e umani ben radicati nella propria personalità.

Il grande sodalizio che venne a crearsi tra Giovanni Bollea ed Adriano Giannotti, di grande valore scientifico ed umano, li ha visti percorrere insieme vie mai prima esplorate. 

Giovanni Bollea introduce, sul modello francese, la Neuropsichiatria Infantile in Italia, dando l’avvio ad una disciplina accademica e di cura di cui si sentiva estremo bisogno nel nostro Paese alle prese con il difficile compito della ricostruzione postbellica, soprattutto della ricostruzione morale e sociale di un popolo ferito e alla ricerca di valori dispersi.

Adriano Giannotti, sostenuto da  G. Bollea, introduce per la prima volta in Italia, tra la fine degli anni sessanta e gli inizi dei settanta, la psicoterapia psicoanalitica per i bambini, gli adolescenti e i loro genitori nell’ambito dell’istituzione universitaria, nell’allora Istituto di Neuropsichiatria Infantile (oggi Dipartimento di Neuroscienze Umane e Neuropsichiatria Infantile) e da qui a raggiera nelle strutture pubbliche. Si trattava di una trasformazione significativa del modello assistenziale e dell’approccio diagnostico e terapeutico, che poteva trovare in ambito universitario la possibilità di ulteriore elaborazione sul piano della ricerca e della divulgazione didattica e formativa, rendendo sempre più la psicoterapia psicodinamica una branca pertinente della nuropsichiatria infantile, oltre che un comprovato strumento di cura, aplicabile anche nelle struttre sanitarie specifiche del SSN.

Prezioso l’incontro nel 1972 con Andreas Giannakoulas, psichiatra psicoanalista proveniente dalla Tavistock Clinic di Londra, che già dalla sua fondazione nel 1920 iniziò ad applicare il suo background psicodinamico alla conoscenza e cura del paziente, visto come risultato del suo ambiente e della sua storia. Giannakoulas, formatosi quindi al modello di una “tradizione indipendente” e profondo conoscitore del pensiero e della personalità di Donald W. Winnicott, ha contribuito moltissimo al target del lavoro dei neuropsichiatri infantili e degli psicologi  operanti nell’ambito della II Cattedra di Neuropsichiatria di Roma. Tra Giannotti e Giannakoulas, con il sostegno anche di Bollea, iniziò un significativo lavoro scientifico, di ricerca e di formazione, che seppe dare il via nel 1976 alla prima Scuola di formazione, per medici e psicologi, in psicoterapia psicoanalitica  per i soggetti in età evolutiva. 

Ebbe così origine, nel 1976, la prima Scuola in Italia di psicoterapia psicoanalitica per l‘età evolutiva, e di cui primi docenti furono Adriano Giannotti, Andreas Giannakoulas, Giuliana De Astis, Eleonora Fe’ D’Ostiani, Salvatore Grimaldi, Arnaldo Novelleto. E inoltre Giannotti e Giannakoulas affiancarono allora alla Scuola, e per molti anni, un’intensa attività didattica di approfondimento  con i Corsi liberi di formazione psicodinamica per studenti di medicina, specializzandi, medici, psicologi e per operatori dei servizi sanitari pubblici.

Il nuovo modello operativo psicodinamico, che contemplava una preparazione specifica per l’identificazione e la cura del diasagio psicoaffettivo del bambino e dell’adolescente fu poi condiviso con molte altre sedi  in Italia, in un crescente fermento di operatività, di ricerca e di scambi culturali e scientifici. 

In tale clima la Scuola confluì nell’A.S.N.E., Associazione per lo Sviluppo delle Scienze Neuropsichiatriche dell’Età Evolutiva, costituita nel 1981, dai vari docenti e operatori dell’Istituto di Neuropsichiatria Infantile di Roma (Pietro Benedetti, Giovanni Bollea, Adriano Giannotti, Arnaldo Novelletto, Marinella Rosano, Paola Speranza e altri), con la finalità di  “promuovere la diffusione, l’informazione, lo studio e la ricerca nel campo delle scienze neurologiche, psicologiche, psico-pedagogiche e psichiatriche” dei soggetti in età evolutiva e delle loro famiglie. 

Il primo Corso di formazione per psicoterapeuti psicodinamici dell’età evolutiva fu seguito ogni anno da nuovi corsi sino arrivare al XXXIV attuale con un totale di   n. *  Diplomati nel corso degli anni.

Conviene accennare che per accedere al diploma occorre aver frequentato i regolamentari quattro anni di didattica, aver svolto il tirocinio richiesto e aver seguito, per almeno due anni, tre casi in psicoterapia psicoanalitica, con supervisione, come da regolamento della Scuola (v. questo).

Il Corso di formazione fu riconosciuto dal MURST, oggi MIUR, nel novembre 1994 quale Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica del Bambino, dell’Adolescente e della Coppia, equiparando il titolo ottenuto alla fine del percorso ad un Diploma di Specializzazione Universitario. Giannotti, dolorosamete scomparso nel giugno dello stesso anno, non potè gioire di tale traguardo, lasciando ai suoi allievi il compito di portare avanti la sua opera.

Facendo un salto indietro, nel 1987 Giannotti con Giuliana De Astis e i primi diciotto diplomati del Corso di Psicoterapia fondarono la S.I.Ps.I.A., Società Italiana di Psicoterapia dell’Infanzia e dell’Adolescenza, con un duplice scopo: 1) non disperdere le energie impegnate e le competenze acquisite da allievi e docenti durante il percorso di formazione e 2) promuovere lo studio, la ricerca teorico-clinica, la diffusione e l’informazione nel campo della psicoterapia psicoanalitica dell’infanzia e dell’adolescenza e della coppia e favorire altresì gli scambi di esperienze professionali a livello locale, nazionale e internazionale mediante congressi, seminari, pubblicazioni scientifiche, unitamente all’istituzione di centri di psicoterapia psicoanalitica  per i soggetti in età evolutiva ed i loro genitori. Attualmente detta Società annovera n. ** membri, impegnati  nella valutazione diagnostica e nella psicoterapia psicodinamica di bambini, adolescenti e della coppia, oltre che nella ricerca e studio delle varie aree normali e problematiche, psichiche e sociali, dei soggetti in età evolutiva e dei rispettivi contesti famigliari nel susseguirsi delle trasformazioni negli anni delle nostra società.

Nel gennaio 1992, al fine di avere una rappresentanza comune nella Sezione Italiana della E.F.P.P. (European Federation for Psychoanalytic Psychotherapy in the Public Sector), che richiedeva una contemporanea coesistenza dell’area formativa e dell’area scientifica operativa, fu stipulata una Convenzione tra l’ASNE (I Sezione, come da aggiornamento dello Statuto di detta Associazione, ottobre 1996) e la SIPsIA. Con detta Convenzione l’ASNE riconosce la SIPsIA come l’Associazione dei diplomati della propria scuola di formazione e la SIPsIA riconosce come propria scuola il Corso di Formazione in Psicoterapia Psicoanalitica dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che da questo momento sarà usualmente chiamato “Corso ASNE-SIPsIA”.

Questo, sinteticamente, il percorso della Scuola di psicoterapia psicoanalitica coraggiosamente voluta da Adriano Giannotti.

Analista e neuropsichiatra infantile si è incamminato con coraggio ed entusiasmo pioneristico in un percorso che introducesse ufficialmente nell’istituzione universitaria, e ds qui nel pubblico, la psicoanalisi infantile, che si era sviluppata soprattuto in Inghilterra e negli Stati Uniti, secondo un percorso inverso, fuori degli ambienti accademici. 

Avevano sostenuto il suo impegno ed il suo entusiamo, un profondo senso della giustizia e dell’impegno morale, due caratteristiche della sua identità che non vennero mai meno con gli anni, e la sua curiosità ed il suo desiderio di sperimentare ed affrontare il nuovo ed il difficile e, soprattutto, il suo voler aiutare il piccolo o il giovane: convinto che la mano tesa da un adulto, in grado di entrare in rapporto umano profondo con lui, può più facilmente lenire il dolore interno e guidare verso percorsi personali più vivibili, attraverso i quali possa essere recuperato il potenziale positivo e creativo presente comunque in ogni essere umano.

Amò molto l’Istituzione in genere e l’Università in particolare, come matrice di nuove esperienze di vita, come offerta di un ambiente facilitante, di uno spazio potenziale, per dirla con D.W. Winnicott, dove attraverso un vero “prendersi cura” l’illusione postesse essere sperimentata per poter contattare una realtà più benigna ed in essa potersi addentrare e provare o riprovare a vivere, con l’ausilio di adulti umanamente e culturalmente attrezzati, psicoterapeuti formati o in formazione, in grado di stabilire una significativa relazione umana.

Ricordiamo qui sinteticamente, rimandando alla più ampia sezione “Alcuni Pionieri, Adriano Giannotti”  di A. M. Lanza, del libro sopra citato a cura di M. L. Algini, le principali attività da Giannotti attivate e sostenute nella Neuropsichiatria Infantile della “Sapienza” di Roma, oltre ai particolari interessi scientifici, che hanno caratterizzato il suo operare come psicoanalista e come neuropsichiatainfantile psicodinamico.

– Il Day Hospital per la diagnosi e cura delle patologie psichiatriche  della prima infanzia, in cui, dal 1968-70, si formò un gruppo di ricerca sulle psicosi precoci e sull’autismo, e la successiva istituzione di un Asilo Terapeutico per bambini in età prescolare, diretto dalla Prof.ssa Teresa J. Carratelli, coadiuvata da Vincenzo Bonaminio, Eleonora Fe’ d’Ostiani, Mariassunta Di Renzo e da allievi del Corso.

– L’ufficializzazione dal 1980 di un Servizio Ambulatoriale di Diagnosi e Psicoterapia dell’Età Evolutiva, per bambini sino all’adolescenza, da lui diretto e poi coordinato come Unità Operativa Semplice (UOS) da Anna M. Lanza, Unità facente parte dell’allora Unità Operativa Complessa (UOC-A), diretta da Teresa Carratelli.  

– Il sodalizio con il Prof. Arnaldo Novelletto, che diresse innovativamente dal 1982 al 1987 il Servizio per gli Adolescenti della II Divisione, con l’apporto di Marco Lombardo Radice nella gestione del Reparto II Degenze per la “Crisi ed emergenza nella psicopatologia degli adolescenti”.

– La direzione dal 1987 dello stesso  Servizio per Adolescenti, e del Reparto II Degenze che divenne una Unità Pilota di Psichiatria, con l’apporto dell’impronta originale ed umana di Marco Lombardo Radice, oltre che della capacità di Adriano Giannotti di trattare i casi gravi. Di base vi era la convinzione condivisa che anche da un breakdown psichico in adolescenza si possa far emergere il potenziale evolutivo e trasformativo, e ciò dipenda in modo determinante dalla qualità e dalla tempestività della risposta ambientale. 

Fondamentale il pensiero di Adriano Giannotti circa la qualità della relazione analitica, volta a soddisfare la  ricerca, da parte del paziente, di una relazione con l’analista dove poter condividere un’esperienza di “intimità”, secondo la “doppia accezione di intimo come personale, e di intimare come mettere dentro l’altro (Masud Khan)”. (v. a proposito di Giannotti A., “Lo spazio intimo nella relazione terapeutica nel trattamento di un adolescente”, 1983),

– Il desiderio di prendersi cura e la grande attenzione per la psicopatologia grave come l’autismo e le psicosi della prima infanzia, in cui il terapeuta si deve porre “per il bambino autistico come mediatore dotato della capacità di tradurre in simboli, e quindi in pensiero, quelle che per il bambino psicotico sono angosce e impensabili sensazioni corporee. E in tal modo tale fungere “da Io-ausiliario integrato e differenziato, che tramuta per mezzo della parola gli stati di indifferenziazione psicofisica”:  concetti che hanno trovato una sintesi teorica nella realizzazione della monografia “Il Diseguale” (Giannotti A., G. De Astis, 1989). 

– L’introduzione della prassi del setting comune madre-bambino, specifico nelle psicosi simbiotiche e che funziona da holding della relazione madre-bambino. Ciò facilita la madre nell’accostarsi e nello stabilire un legame più in sintonia con i bisogni del figlio; le consente inoltre di trovare un holding per la propria parte infantile, che potrà essere ritirata dal bambino, gradualmente vissuto non più come parte di sé, ma come altro da sé (Giannotti A., Lanza A.M., 1984).

– Il grande interesse per l’ambiente e la famiglia, in cui un bambino viene al mondo e cresce, e l’innovativo lavoro condiviso con A. Giannakoulas (v. questo), lo ha portato a rivolgere grande attenzione alla dinamiche della coppia, all’incastro tra due mondi interni, sia dal punto di vista della coppia coniugale che della coppia genitoriale, costituendo un importante lavoro di ricerca. L’approfondimento delle dinamiche di coppia lo spinse ad esplorare con i suoi colaboratori il ruolo che hanno le fantasie inconsce dei genitori nella patogenesi dei disturbi emozionali del bambino, inevitabilmente legato alla configurazione fantasmatica delle relazione bambino-genitori, alla base di azioni, pensieri, aspettative, atti mancati che, da una parte e dall’altra, si manifestano nel delicato equilibrio del passaggio a doppio senso nell’area dell’esperienza intermedia tra il bambino e i genitori (v. Bonaminio V., Carratelli T., Giannotti A., 1991).

– La ricerca nella patologia psicosomatica vide A. Giannotti e la sua équipe perticolarmente impegnati nel grande lavoro teorico e clinico, che vedeva attivate molto precocemente nel bambino psicosomatico modalità patologiche di funzionamento mentale e corporeo, sotto la spinta di alti livelli di frustrazione per l’influsso delle proiezioni genitoriali, determinando “risposte obbligate del figlio chiamato a difendersi. E più precocemente deve farlo, più tali difese investiranno i primi nuclei di formazione dell’attività mentale”, creando così una “potenzialità a psicosomatizzare, cioè a dare risposte somatiche, perché l’alto livello di frustrazione viene ad incidere nel delicato passaggio dello sviluppo dal corporeo al mentale” (Giannotti A., Lanza A.M., Del Pidio F., 1984).

  Parte del grande lavoro di quegli anni verrà poi riportato nella monografia Corpo Mente. Studi clinici sulla patologia psicosomatica in età eovlutiva (T. Carratelli e A.M. Lanza edd.), già in preparazione con Giannotti nell’ultimo periodo della sua vita  e uscito a lui postumo nel 1998. 

            – L’intenso e lungo lavoro nella e per la scuola, che l’ha visto impegnato a portare nell’universo-scuola lo strumento psicodinamico, applicato con modalità sui generis. Sino ad arrivre nel 1987 alla Convenzione tra la II Cattedra ed il Provveditorato agli Studi di Roma, sotto l’egida del Ministero della Pubblica Istruzione, per una collaborazione in due Distretti scolastici della città. Gruppi di lavoro con gli insegnanti, gruppi seminariali di ricerca, corsi annuali di aggiornamento per insegnanti e psicopedagogisti, sostenuti dal pensiero che l’insegnante sia il perno fondamentale per l’attivazione o il recupero delle potenzialità dell’alunno, per qualsiasi motivo bloccate o deficitarie, attraverso una particolare formazione che possa risignificare il rapporto insegnante-alunno e favorire il passaggio, per il docente, dal conoscere al comprendere e al condividere.

             Altri campi di grande interesse sui quali Giannotti ha fatto confluire l’entusiasmo e le energie dei suoi collaboratori ed allievi riguardavano l’attività clinica e la ricerca sulle problematiche dell’adozione, con l’impegno, tra gli altri, di Paola Natali; e quelle connesse alla conflittualità della copia e alla separazione, con Silvana Picece Bucci

– Inoltre era stata attivato e da lui seguito con Anna M. Nicolò un gruppo di ricerca sulle problematiche relative alla gravidanza e alle dinamiche profonde attivate nella coppia e nella madre dall’emergere di una nuova vita.

            Tutto il grande impegno e generoso lavoro del Prof. Adriano Giannotti, corredato dalla profonda umanità e passione, si snoda lungo le principali linee di sviluppo del suo pensiero e della sua opera, che di anno in anno andavano intrecciandosi tra il suo ruolo di Ordinario di Neuropsichiatria Infantile, di Psicoanalista Didatta della SPI e poi dell’AIPSI e quello di primo Direttore del Corso di Psicoterapia Psicoanalitica ASNE-SIPsIA. Ne sono testimonianza i numerosi Congressi e Convegni, sino a pochi anni fa organizzati nel Dipartimento di Neuropsichiatria di Rom e attualmente in altre sedi esterne, che hanno caratterizzato  la sua operosità e quella dei suoi collaboratori sia dell’Università che della Scuola di psicoterapia. 

Il Corso ASNE-SIPsIA, che ha offerto per oltre quaranta anni lustro e vivacità scientifica e assistenziale alla Neuropsichiatria di Roma e d’Italia, quale figlio che realizza uno svincolo necessario dai suoi contesti natali, è attualmente indipendente e prosegue il suo cammino di formazione e di ricerca all’esterno, in collaborazione con la sua gemmazione, la SIPsIA.

Ricca e poderosa è l’attività scientifica del Prof Adriano Giannotti, composta di monografie, saggi, paper e relazioni a numerosi Congressi nazionali e internazionali, che sarà possibile vedere altove.

In definitiva, l’idea innovativa e coraggiosa di Adriano Giannotti è stata quella di articolare, in una feconda sinergia, psichiatria infantile e psicoterapia psicoanalitica, sia sul piano teorico-clinico che della formazione, alla quale si dedicava con profonda generosità, e i cui frutti  dopo quasi quarantacinque anni possono essere ritrovati nell’Istituto Winnicott-Corso di Psicoterapia Psicoanalitica dell’Età Evolutiva ASNE-SIPsIA e nella Società di Psicoterapia Psicoanalitica dell’Infanzia, dell’Adolescenza e della Coppia SIPsIA, che ne hanno raccolto il testimone per continuarne il percorso

Riferimenti bibliografici

Algini M.L. (ed.) (2007), Sulla storia della psicoanalisi infantile in Italia, Borla, 2007.

Bonaminio V., Carratelli T., Giannotti A. (1991), Equilibio e rottura dell’equilibrio nella relazione tra fantasie inconsce dei genitori e sviluppo normale e patologico del bambino. In AA.VV., Fantasie dei genitori e psicopatologia dei figli, Borla, Roma.

Carratelli T., Lanza A.M. (eds.) (1998), Corpo Mente. Studi clinici sulla patologia psicosomatica in età evolutiva, Borla, Roma.

Giannotti A. (1983), Lo spazio intimo nella relazione terapeutica nel trattamento di un adolescente (a proposito di casi gravi), Giornale Neuropsich. Età Evol., III, 3.

Giannotti A., De Astis G. (1984), Nascita e autismo: considerazioni sulla relazione psicotica precoce madre-bambino. In Il diseguale, Borla, Roma, 1989.

Giannotti A., Lanza A.M. (1984), Su una particolare forma di setting nella psicoterapia psicoanalitica delle psicosi precoci: intervento diretto sulla relazione madre-bambino. In Il diseguale, Borla, Roma, 1989.

Giannotti A., Lanza A.M., Del Pidio F. (1984), Genesi della patologia psicosoamtica: ipotesi sul ruolo svolto dalle fantasie inconsce. In Ati XI Congr. Naz. della Società Italiana di Neuropsichiatria Infntile (Urbino, 3-6.10.1984) e in Carratelli T., Lanza A.M. (eds.) Corpo Mente. Studi clinici sulla patologia psicosomatica in età evolutiva (1998), Borla, Roma.

Giannotti A. e “Gruppo ricerca oncologia peditrica (1986), Alcune particolarità della relazione madre-bambino preesistenti alla patologia tumorale infantile (discussione). In AA.VV., La relazione psicosomatica (1987), Borla, Roma.

Giannotti A., De Astis G. (1989), Il Diseguale. Psicopatologia degli stati precoci dello spviluppo, Borla, Roma, 1989.

Giannotti A. e “Gruppo Scuola” (1991), Informazione e formazione nella scuola: riflessioni sull’esperienza di un anno di lavoro,  Allegato a Psichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, 58, 1.

Anna M. Lanza

Roma, 23 marzo 2020

Home is Where We Start From. Andreas Giannakoulas incarna per la nostra Scuola questo verso di T. S. Eliot molto amato da D. W. Winnicott, che è stato scelto dai suoi curatori come titolo del libro uscito postumo (1986), di cui la traduzione in italiano è Dal luogo delle origini (1990, Milano, Raffaello Cortina Editore). Andreas Giannakoulas costituisce, per eccellenza, il fondatore delle nostre origini teoriche e cliniche.
Arriva a Roma nel 1972, dopo un incontro felice con il prof. Giovanni Bollea, che, in visita alla Tavistock Clinic di Londra, fa la sua conoscenza e lo invita a condurre una serie di conferenze e seminari all’Istituto di Neuropsichiatria Infantile dell’Università La Sapienza di Roma, cattedra che si era da poco differenziata all’interno della Facoltà di Medicina. Nello stesso tempo, anche la Facoltà di Psicologia era neonata e mancavano completamente iniziative atte a permettere agli studenti di fare esperienze cliniche nell’area dell’età evolutiva. Anzi, la psicoterapia infantile soffriva gli influssi della Psichiatria per adulti. Nasce una grande amicizia e un’intensa collaborazione con Adriano Giannotti, che durerà fino alla morte di quest’ultimo, che porterà alla creazione di molti seminari e attività di studio e di ricerca, capaci di iniziare a smuovere le acque stagnanti.
Andreas Giannakoulas (che da qui in poi utilizzeremo le sue iniziali: AG), è impregnato della cultura psicoanalitica europea internazionale. Greco, nato a Mikrokampos, al Nord della Grecia nel 1936, si laurea in Medicina all’Università di Bologna, nel 1961, si specializza in Psichiatria all’Università di Basilea, in Svizzera (1961-1965). Parla greco, italiano, tedesco e inglese e sceglie l’Inghilterra per compiere la sua formazione psicoanalitica. Come lui stesso scrive (AG, 2010, p.7) ha un grande debito di gratitudine verso i suoi analisti e i maestri che gli hanno lasciato un’eredità indelebile: “alla buona sorte, per aver incontrato personalità del calibro e del carisma di Lothar H. Rubinstein ( 1° analista, 1967-1970), M. Masud R. Khan (2° analista, 1971-1975), Marion Milner (3° analista, 1975-1980); Paula Heimann, Pearl King, Andrea Limentani e Joseph Sandler, come supervisori; di aver potuto seguire i seminari esclusivi di Donald W. Winnicott , John Bowlby, Michael Balint, Anna Freud e le lezioni alla Tavistock Clinic di Wilfred R. Bion, di John D. Sutherland e di John Padel.” Si associa alla British Psychoanalytical Society nel 1974 e diventa Membro Ordinario nel 1977. Si colloca nell’ Indipendent Group, gruppo di analisti britannici nominati Indipendenti, perché si situano per dirla con le parole di Amedeo Limentani “tra A. Freud e la Klein”, oppure, per dirla alla maniera di Masud Khan “per un senso di feroce indipendenza” (Max Hernandez, in AG, 2010, p.11).
A Londra, oltre all’attività privata, partecipa al Tavistock Center a studi di formazione e lavoro come Senior Registrar in Dipartimenti per adulti, adolescenti e bambini; conduce gruppi terapeutici e Balint groups; fa esperienze di terapia breve e counselling psicodiagnostico, di diagnosi e terapia psicoanalitica di coppia. Al Saint Mary Hospital – Paddington Clinic, come assistente clinico part time, svolge psicoterapia di gruppo e individuale e diventa tutor di corsi e insegnamenti multidisciplinari. Per anni (1967-1976) lavora e fa esperienze preziose che lo rendono in grado di trasmetterle e di iniziare non solamente a formare a Roma psicoterapeuti infantili, ma anche di creare uno spazio di aggiornamento e sensibilizzazione ad un ampio raggio di specialisti che si occupano dell’età evolutiva (medici, psicologi, assistenti sociali, maestri d’asilo, insegnanti etc.). I suoi seminari multidisciplinari, quindicinali, del venerdì, aprono degli spazi innovativi diventando famosi, attraendo persone da tutta l’Italia. AG ha un carisma didattico che incanta. Nella metà degli anni ottanta, decide di trasferirsi con la sua famiglia, dopo tanti anni di andirivieni, a Roma, dove tuttora vive, lavora e insegna.
Nel 1975, Insieme a Adriano Giannotti, Giuliana De Astis, Eleonora Fè d’Ostiani e con l’aggiunta successivamente di Salvatore Grimaldi e Arnaldo Noveletto, tenendo conto dei parametri formativi della Tavistock Clinic e dell’Anna Freud Center, ha fondato il primo Corso quadriennale in Psicoterapia Psicoanalitica dell’Età Evolutiva che, dal 2004, si nominerà Istituto Winnicott (iW), Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica del Bambino, dell’Adolescente e della Coppia (ASNE-SIPsIA). AG insieme ad Adriano Giannotti desidera creare uno statuto che garantisca un’identità libera e indipendente alla Scuola, che permetta a ciascuno di sviluppare il “suo idioma personale” nel rispetto dei punti fondamentali psicoanalitici.
Scuola di formazione caratterizzata da un grande impegno teorico e clinico, che approfondisce i concetti cardine di D. W. Winnicott, come holding e ambiente, continuità dell’essere, illusione, spazio potenziale, regressione, integrazione etc., traducendoli in un linguaggio clinico rigoroso. Nello stesso tempo, introduce l’insegnamento di materie pionieristiche, come l’infant observation (comunemente detta “baby”) e la terapia psicoanalitica di coppia che oltre ad essere una grande novità nel territorio italiano, costituisce anche l’area di grande creatività concettuale di AG. Partendo dal “rinvenimento dell’oggetto” freudiano, dal primato dell’altro, introdotto da Winnicott, approfondendo il concetto della “collusione di coppia” di Henry V. Dicks, AG concettualizza “la membrana diadica” e insegna a lavorare molto sulla definizione dei confini della coppia che, alle volte, possono essere costituiti dal disagio stesso del figlio.
Invita come ospiti didattici personalità scientifiche importanti. Alcuni tra questi: Frances Tustin, Paula Heimann, Marion Milner, Christopher Bollas, P.L.Giovacchini, Eglé e Moses Laufer, Amedeo Limentani, David Malan, Anne Marie Sandler, ma anche Serge Lebovici e René Diatkine. Istituzionalizza i Convegni annuali del Corso di durata di due giorni. Crea un profondo sodalizio scientifico e affettivo con Mario Bertolini, professore presso l’Istituto di Neuropsichiatria Infantile dell’Università di Milano. Fondano insieme nel 1993 la “Scuola di Psicoterapia del Bambino e dell’Adolescente” (ASNEA) e dal 1997 organizzano 3 Convegni internazionali a Milano, sul pensiero di D.W.Winnicott, con la partecipazione, tra gli altri, di André Green.
Attualmente è Analista didatta e Past President dell’Associazione Italiana di Psicoanalisi (AiPSI), Presidente Emerito di ASNEA, Membro Onorario della Società Italiana di Psicoterapia Psicoanalitica dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SIPsIA), Presidente Onorario del Centro Studi Donald W. Winnicott.
AG è un Maestro, una indipendent mind, per dirla con Max Hernandez, che rispettando la tradizione psicoanalitica, ha contribuito alla sua innovazione profonda e rigorosa.
BIBLIOGRAFIA
Tra le innumerevoli sue pubblicazioni (libri, saggi etc. che superano ampiamente il centinaio, in varie lingue), segnaliamo alcune:
1982: A. Giannakoulas, L’holding in una situazione di emergenza in Il pensiero di D.W. Winnicott (a cura di) A. Giannakoulas e V. Bonaminio, Armando, Milano
1984: A. Giannakoulas, Adriano Giannotti, Il setting con la coppia genitoriale in Il setting. L’approccio relazionale in neuropsichiatria infantile, Borla, Roma
1992: A. Giannakoulas, Il bambino come “terapia” della difesa maniacale post-traumatica genitoriale in Interazioni, num. 0, FrancoAngeli, Milano
1998: A. Giannakoulas, L’interpretazione e le sue vicissitudini in Tra ascolto e interpretazione (a cura di) M.L. Algini, Quaderni di Psicoterapia Infantile, num. 38, Borla, Roma
2000: A. Giannakoulas, Teorie sessuali infantili e sessualità infantile, in Richard e Piggle, num.1, Il Pensiero Scientifico Editore, Roma
2000: A. Giannakoulas, Holding dello spazio affettivo, in Gli affetti nella psicoanalisi (a cura di) G. Hautmann e A. Vergine, Borla, Roma
2003: A. Giannakoulas, Uso e abuso del bambino e dell’adolescente attraverso i secoli in Il counselling psicodinamico (a cura di) A. Giannakoulas , Fizzarotti Selvaggi, Borla, Roma
2003: A. Giannakoulas, Max Hernandez, Sulla costruzione dello spazio potenziale, in La tradizione Winnicottiana, (a cura di) M. Bertolini, A. Giannakoulas, M. Hernandez, Borla, Roma
2003: A. Giannakoulas, L’interpretazione e le sue vicissitudini. La tecnica in questione in Forme dell’interpretare. Nuove prospettive nella teoria e nella clinica psicoanalitica (a cura di) Paolo Fabozzi, FrancoAngeli Editore, Milano
2007: M.L. Algini (a cura di) Dalla Neuropsichiatria infantile al Corso di Psicoterapia. Intervista con Andreas Giannakoulas in La storia della psicoterapia infantile in Italia in Quaderni di Psicoterapia infantile, n. 55, Borla, Roma
2010: A. Giannakoulas, La tradizione psicoanalitica britannica indipendente, Borla, Roma
2010: M.Milner, Non poter dipingere, nota biografica a cura di A. Giannakoulas, Borla, Roma
2013: A. Giannakoulas, Giobbe. Tra la parabola biblica e l’esperienza tragica nei quadri di William Blake, edizione italiano-greco e inglese-greco, Epekeina Editions
2014: A. Giannakoulas, Creative processes and artistic creation (Processi creativi e creatività. Aspetti creativi dell’innamoramento), in Bellato, Pazzagli, Age and Creativity, Nicomp L.E.
2016: A.Giannakoulas, F. Neri Bertolini, Continuità dell’essere, crollo e oltre il crollo, FrancoAngeli, Milano

Giuliana De Astis fa parte della nostra tradizione e delle nostre radici come Scuola di formazione e come Società scientifica. Cofondatrice del Corso ASNE-SIPsIA  nel 1976, è stata docente e supervisore di molti di noi. Tutti ricordiamo le discussioni dei casi clinici, condotte da lei insieme al Prof. Giannotti nel Servizio di Psicoterapia dell’Età Evolutiva dell’Istituto di Neuropsichiatria. Cofondatrice della SIPsIA nel 1987 e suo Presidente fino al 1995; nel 1992 è stata cofondatrice della SIEFPP (sezione italiana della EFPP, Federazione Europea per la Psicoterapia Psicoanalitica nei Servizi Sanitari Pubblici)

Cosmopolita e poliglotta, legata al mondo internazionale, fu un fondamentale ponte che favorì lo scambio e la crescita di nuove idee e contribuì a creare il clima di entusiasmo e di collaborazione che si respirava all’interno dell’Istituto di Neuropsichiatria Infantile diretto da Giovanni Bollea.

Giuliana vi era entrata nel 1969 ed effettuava test diagnostici ai piccoli degenti ma, già da allora, effettuava anche sedute ad orientamento psicodinamico grazie all’esperienza effettuata alla Clinica Menninger a Topeka negli Stati Uniti. Nel 1973 entrò a far parte del Servizio di Psicoterapia diretto da Adriano Giannotti e con un gruppo di giovani collaboratori contribuì sostanzialmente alla costruzione di un gruppo clinico e di ricerca per il trattamento di piccoli pazienti con gravi disturbi di personalità, e dei loro genitori, che fino ad allora non erano mai stati curati con la psicoterapia psicoanalitica.

Nel campo delle psicosi e dell’autismo infantile Giuliana De Astis ha rivestito un ruolo pionieristico e di spicco non solo in Italia, ma anche a livello  internazionale, ricevendo importanti riconoscimenti ed intessendo relazioni di scambio e di collaborazione con diversi centri in Europa e negli Stati Uniti. Costante era la sua partecipazione con presentazione di lavori  nei Convegni Nazionali ed Internazionali. Si recava regolarmente a Londra e quello che iniziò come un lavoro di supervisione clinica si trasformò in uno scambio teorico clinico con Francis Tustin. La stessa Tustin, in riferimento al suo lavoro con Giannotti e De Astis scrive: “All’inizio, la loro tecnica terapeutica era influenzata dal mio approccio ma, col passare del tempo e il crescere dell’esperienza, essa è stata arricchita, tanto che, attraverso i miei rapporti con questi colleghi, anche io ho potuto ampliare la mia esperienza individuale.” (Tustin, Protezioni autistiche nei bambini e negli adulti, p. 24, 1991, Raffaello Cortina Editore)  

Tustin si riferisce al lavoro di ricerca sui Segni premonitori dell’autismo condotto da G. De Astis e A. Giannotti in collaborazione con altri colleghi e allievi preso l’Istituto di Neuropsichiatri Infantile dell’Università di Roma La Sapienza. Questa ricerca iniziata nel 1985 si proponeva di valutare l’effetto della psicoterapia psicoanalitica su 30 pazienti minori di cinque anni, che presentavano una patologia inquadrabile nell’area dell’autismo e delle psicosi infantili. 

Forza e determinatezza, curiosità, rigore, attenzione all’altro, rispetto, capacità empatica, ma anche riservatezza, senso del confine, capacità di riconoscere e non cadere in pericolosi vincoli narcisistici, indipendenza del pensiero, queste alcune delle qualità di Giuliana, ma tra queste vorremmo evidenziare la capacità di credere strenuamente nella presenza all’interno di ognuno della capacità di essere vivi e creativi. Nei piccoli pazienti all’interno del loro grave e profondo ritiro, nei loro genitori disperati, negli allievi seguiti con cura ed attenzione, nei giovani terapeuti in formazione spesso alle prese con la perdita della speranza che questo nostro lavoro spesso comporta. 

Per illustrare la figura di Giuliana De Astis riportiamo un breve stralcio delle sue parole tratte dall’intervista pubblicata su Quaderni di Psicoterapia Infantile.

Giuliana De Astis: Sì, sì. L’aspetto corporeo è basico. … Una ricerca di fisicità proprio. In chiave affettiva. Se la bambina non è più tornata a modalità sensoriali, significa che le aveva introiettate, incorporate e fatte proprie. Questi sono dei prodromi rispetto all’immagine diciamo di aspetti materni buoni, consolatori e di vicinanza, che sono centrali, credo, perché la libido si dispieghi in tutta la sua forza e quindi riesca successivamente ad incamerare anche la pulsione aggressiva. Cioè ci deve essere questa base, diciamo, di vicinanza, di affetto, di fisicità, di calore, in modo che dopo i dodici, quindici mesi si possa incamerare l’aggressività che si dispiega verso l’oggetto. Sì, io mi ricordo che anche Antonio … si stendeva sul tavolo, c’era un grande tavolo davanti a me e quando io parlavo ed interpretavo lui ciucciava, proprio stava steso così e ciucciava, insomma muoveva le labbra come se stesse succhiando proprio il latte; non era tanto il significato delle mie parole, ma era più il tono della voce, il calore nella voce, il racconto. Infatti lui mi diceva:” raccontami ancora dei tuoi bambini” ecc., anche lì io avevo avuto un problema perché, diciamo, nella situazione ortodossa psicoanalitica, tu non vai a raccontare aspetti della tua vita privata … però io sentivo che lui aveva bisogno che io gli raccontassi che cosa facevano i miei bambini reali, i miei figli; voleva molto sentire questo ed io gli raccontavo delle storie, a volte anche inventate, come delle avventure, cose che facevano i bambini e lui stava lì, era proprio rapito, era proprio come se succhiasse del latte.

Bachisio Carau: Conta molto nelle terapie il suono … la vicinanza … 

G.D.A. Sì, sì, sì, proprio il tono della voce …

B.C. Il tono della voce.

G.D.A. Il calore, la partecipazione diciamo.

B.C. Un altro aspetto, forse più marginale, è sul materiale di gioco. Tu usavi mettere con questi bambini il materiale di gioco proprio personalizzato, poi c’era una cesta con giochi comuni. Ho letteralmente ereditato da te questo particolare dei giochi comuni, perché non si trova in letteratura tra l’altro. Ho trovato che era funzionale e i bambini la utilizzavano molto bene.

G.D.A. Sì, per esempio la Tustin usava una cassettiera ed un cassetto con una chiave per ogni bambino col nome e non c’era altro, mentre al Reparto di Psicoterapia dell’Istituto di Neuropsichiatria Infantile per la psicoterapia io avevo adottato questa cesta dei giochi comuni perché era qualcosa a cui il bambino inizialmente in terapia non si interessava e quindi diciamo che c’era un settore in cui vi erano solo i giochi di quel bambino, però c’era anche una cesta di giochi in comune perché rappresentava il futuro, diciamo come un genitore che acquista in anticipo dei giochi per quando quel bambino sarà più grande. Era come prevedere, diciamo, la crescita e l’uscita dalla situazione del momento rispetto ad un futuro. Era anche un atteggiamento mentale del terapeuta, secondo me, che doveva come sentire che quel bambino sarebbe un giorno diventato più grande; e quindi questa cesta dei giochi in comune rappresentava un po’ quello, rappresentava anche il futuro, rappresentava altre possibilità rispetto ai giochi un po’ stereotipati e ripetitivi, sempre quelli di quel particolare bambino.

Credo che il desiderio del terapeuta rispetto ad un bambino che cresce sia basico per procedere nel difficile cammino della psicoterapia di questi piccoli pazienti.”

Giannotti A., De Astis G, Natali P. (1978) Disturbo psicotico del figlio e sua utilizzazione nell’ambito del rapporto psicodinamico della coppia genitoriale. Atti del VII Congresso Nazionale della SINPI, Tipografia Artigiana, Firenze.

Giannotti A., De Astis G. (1979) Autismo infantile precoce: considerazioni sulla psicopatologia e sul processo psicoterapeutico, Neuropsichiatria Infantile, Bulzzoni Editore, Roma.

De Astis G., Giannotti A., Lanza A. M., (1983) Studio preliminare sulla catamnesi delle psicosi infantili seguite in trattamento psicoanalitico. Neuropsichiatria dell’Età Evolutiva, Masson Italia Editori, Milano.

Giannotti A., De Astis G., (1983), O papel da agressividade na estrutura patològica precoce. Rivista Brasileira de Psicanàlise, San Paolo.  

Giannotti A., De Astis G. (1985) Dentition: A fundamental element in normal and pathological development. British Journal of Psychotherapy, London.

Giannotti A., De Astis G., (1985), Reflections on early childhood development and role of cutting teeth. British Journal of Psychotherapy, London.

Giannotti A., De Astis G. (1989), Il DisegualePsicopatologia degli stati precoci dello sviluppo. Edizioni Borla, Roma.

De Astis G., Giannotti A., (1989), Onnipotenza autistica e onnipotenza simbiotica nelle psicosi infantili. Narcisismo: Nomos, Trasgressione, Teda Edizioni, Castrovillare.

De Astis G., (1990), Riflessioni sull’origine dell’aggressività e sue implicazioni nello sviluppo normale e patologico del bambino. Psichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Edizioni Borla, Roma. 

Giannotti A., De Astis G., (1990), Sviluppo atipico e psicosi. Psichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Edizioni Borla, Roma.

De Astis G., (1991), Brevi considerazioni sull’articolo “regressione” di P. Heimann e S. Isaacs. Psichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Edizioni Borla, Roma.

Giannotti A., De Astis G. (1994), Pulsione aggressiva e organizzazione psicotica nell’infanzia. Studi sul pensiero di Eugenio Gaddini, Metis Editrice.

 De Astis G., (1995), Il trattamento delle psicosi nell’istituzione secondo un approccio psicoterapeutico. Un percorso di ricerca. Psichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Edizioni Borla, Roma.

De Astis G. (1995), Pulsione aggressiva e simbolo nello sviluppo psichico infantile, Richard e Piggle. Il Pensiero Scientifico Editore, Roma.

De Astis G. (2010), Ricordo di Adriano Giannotti, Udire con gli occhi, Edizioni Sette Città, 2010, Viterbo.

De Astis G. Giannotti A. (2010), Psicosi infantili e Attaccamento, Udire con gli occhi, Edizioni Sette Città, 2010, Viterbo.

Tutto inizia con la specializzazione in Pediatria con la felice coincidenza di essere assegnato al reparto della prof.ssa Renata Gaddini e nell’allora pionieristico “Centro di Igiene Mentale Infantile” situato all’interno della Clinica Pediatrica dell’Università di Roma “La Sapienza”.

Dove avevamo una regolare e sistematica supervisione dei casi trattati da Donald Winnicott ! Mi appassionai alla disciplina –che completava gli aspetti totali della Pediatria-anche se non mi rendevo conto di chi fosse – anni60’– Donald Winnicott e di quale fortuna avessi nel fare tali esperienze.

Inevitabile che dopo alcune situazioni sociali  – nelle quali facevo il taxista di Winnicott – e alcuni colloqui con Eugenio Gaddini iniziassi il  mio trainig psicoanalitico dove incontrai Adriano Giannotti nello stesso corso di formazione.

Si era costituita la nuova specializzazione in Neuropsichiatria Infantile patrocinata dal Prof. Giovanni Bollea, dove  mi iscrissi subito reincontrando Adriano Giannotti e iniziando con Lui una sincera lunga e affettuosa amicizia.

Partecipavo come consulente nel “Gabinetto Medico” di via Ippolito Nievo del Tribunale per i Minorenni dove avevano già dato il loro contributo Arnaldo Novelletto e Adriano Giannotti. Questa esperienza ha preceduto i miei interessi per questi aspetti della disciplina – vedi il Convegno annuale della poi costituita Scuola di Psicoterapia dedicato alle Adozioni – e la  nomina come componente Privato o Giudice Onorario presso il Tribunale per i minorenni di Roma. 

Avevo iniziato il mio impegno sociale che si è mantenuto nel tempo, oltre trenta anni, nella équipe  in uno dei CMPP – Centro Medico Psico-Pedagogici fondati da Giovanni Bollea e Adriano Ossicini in collaborazione con l’Opera Nazionale Maternità e Infanzia. Successivamente confluirono nel Servizio  Sanitario Nazionale come “ Servizio per l’età evolutiva”. Nella ASL dove lavoravo ci fu l’occasione e la possibilità di fornire psicoterapie strutturate con il contributo di colleghi psicologi –almeno tre – che si formarono e si diplomarono nella nostra Scuola ASNE-SIPSIA.

L’arrivo  all’Istituto di via dei Sabelli del ciclone Giannakoulas con l’introduzione dello stile “british”,  ha contribuito alla costituzione dell’ASNE – Associazione per lo sviluppo delle scienze neuropsichiatriche della età evolutiva – e, all’interno di detta associazione, nel 1976, della Scuola per la “Psicoterapia Psicoanalitica del bambino, dell’adolescente e della coppia” – oggi iW Istituto Winnicott – riconosciuta dal Ministero dell’Università (MIUR) nel 1994,  dove ho collaborato come Docente-Supervisore.

Dai diplomati della scuola si e’ costituita la SIPSIA – Società Italiana di Psicoterapia Psicoanalitica dell’infanzia e dell’adolescenza e della coppia – che  mi ha onorato come socio emerito.

Vorrei ancora ricordare la mia partecipazione alla nascita e alla redazione di due riviste innovative come “Prospettive Psicoanalitiche nel lavoro istituzionale “ e la più “nostra” Richard e Piggle”.  

Questa la mia autopresentazione, ma vorrei finire con un concetto cardine del mio operare che naturalmente deriva da Winnicott. Tutti noi vedevamo sorgere indicazioni diagnostiche che ritenevamo parziali, che avevano grande seguito, ma che erano offerte di PACIFICATORI che evitavano di farsi carico dell’intera realtà trascurando o cronicizzando le situazioni.

Finisco con  le parole di Winnicott che non era più il luminare che portavo per la citta’

Da  “Le basi del Sé nel corpo”,  cito : “Ogni bambino può diventare un bambino con un Se’ non deforme e un senso di Se’ basato sull’esperienza di vivere come una persona bene accettata – dal momento che – “la distorsione dell’io deriva dalle distorsioni di coloro che si prendono cura dei bambini” 

Voglio ripetere la mia stella polare  COLORO CHE SI PRENDONO CURA DEI BAMBINI.

Salvatore Grimaldi, marzo 2020

 

Eleonora Fe d’Ostiani (nata a Torino il 28/9/1944 e muore a Roma il 1997), era pedagogista e psicoterapeuta dei bambini e degli adolescenti di formazione junghiana . Ha effettuato vari stages presso l’Istituto Jung di Zurigo sotto la guida del dott. Adolph Guggenbhul-Craig.
In qualità di psicologa clinica in servizio presso la Cattedra di Neuropsichiatria Infantile della Sapienza Università degli studi di Roma, diretta dal prof. Adriano Giannotti e poi dalla prof.ssa Teresa Carratelli, ha avuto modo di dedicarsi alla ricerca attraverso la clinica sviluppando un approccio originale nel trattamento delle psicosi infantile , del mutismo elettivo e di esplorazione nel mondo psichico del bambino autistico. E’ stata una pioniera nella comprensione del “disegnare” di questi piccoli pazienti nel corso delle sedute cliniche , come espressione di comunicazioni primitive di tracce mnesiche enigmatiche, quali indicatori di traumi precoci. E’ stata una pioniera nell’uso delle fiabe come oggetti transizionali con i suoi piccoli pazienti cogliendo , nella scelta di alcune di esse , spesso pre-di-lette dai genitori, alcune aree di intrecci traumatici tra questi e i figli , presentificati nel corso della lettura dalla coazione a ripetere da parte di quegli ignari attori.
Come docente -fondatore della Scuola ASNE I.W. dal 1976 ella ha formato numerosi allievi che si sono diplomati nella Scuola e è stata referente di numerosi insegnanti di bambini autistici e psicotici nelle Scuole nel corso di un pluriennale accordo di collaborazione Sapienza- Provveditorato degli Studi di Roma.
Ha presentato il suo pensiero in numerosi Convegni sull’autismo psicogeno infantile. Assieme alla dott.ssa Giuliana de Astis ha sviluppato una collaborazione scientifica per oltre un decennio con la dott.ssa Frances Tustin , illustre psicoterapeuta infantile nel campo dell’autismo infantile, direttrice del Child Guidance Training Center della Tavistock di Londra.
Inoltre ha partecipato come supervisore a una esperienza-pilota riabilitativa e psicoterapeutica in un asilo integrato per bambini psicotici con insegnanti del Comune di Roma, presso l’Ospedale Diurno per bambini della prima Cattedra di Neuropsichiatria Infantile esprimendo anche in questo campo la sua devozione e la passione per la ricerca e l’impegno nel sociale scegliendo di operare solo nella Struttura Sanitaria Pubblica.
La scomparsa prematura e improvvisa nel 1997 è stata una grave perdita per i suoi colleghi e i suoi studenti.
E’ autrice di monografie e articoli nelle riviste specializzate tra cui si segnala :

Fe’ D’ Ostiani E. (1980) An individual approach to Psychoterapy with Psychotic Patients, J. of Child Psychoterapy vol.6:57-68
Fe’ D’ Ostiani E. (1980) An individual approach to Psychoterapy with Psychotic Patients, J. of Child Psychother., vol. 6.
Fe’ D’ Ostiani E. (1982) Transformations of anxiety in the Relationship between the psichotic child and his mother , J. Child Psychoterapy, vol 8 : 15-23
Fe’ D’Ostiani E., 1984, “Alcuni aspetti del vissuto del tempo nelle psicosi dell’età Evolutiva”, in Psichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, vol. 51, N. 4-5, agosto-ottobre 1984, 389-401.
Fe’ D’Ostiani E., 1987, “Alcuni aspetti dell’interpretazione del disegno in età evolutiva”, in Psichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, vol. 54, pp. 9-27.
Fe’ D’Ostiani E. (1992), “Da quale “uovo” esce il bimbo autistico?”, in Psichiatria e Psicoterapia Analitica, II, 2: 184-200 e vol. II, 3, 252-279 (1992) parte II.
Fe’ D’Ostiani, 1994, “Una Barriera d’Alberi dalle braccia vischiose (La lotta contro il rituale)” parte 1, vol. 13,3:181-198, in Psichiatria e Psicoterapia Analitica (1994) – parte 2 in 13,4:225-270.
Fe’ D’Ostiani E., Carleschi A., Spuntarelli M., 1994, “Un’ipotesi interpretativa della attività grafico-pittorica di bambini con tratti autistici”, Atti della III Conferenza di Arti Terapie – vol. 3, Ferrara.
Fe’ D’Ostiani E., De Vita C., Spuntarelli M., Ulissi P. (1994), L’orologio del Coniglio bianco: contributo agli aspetti terapeutici nel fallimento del processo simbolico infantile. Pubblicato in L. Ancona, E. De Rosa, C. Fischetti, 1994, La vergine del latte, Cosmopoli, Bologna. In “Dalla fiaba alla fiaba, esplorazioni nel mondo psichico del bambino autistico”, capitolo ottavo.
Fe’ D’Ostiani E., Gentile A., (1994a), Il paziente psicotico e la gabbia invisibile. In “Dalla fiaba alla fiaba, esplorazioni nel mondo psichico del bambino autistico”, capitolo settimo.
Fe’ D’Ostiani E., Spuntarelli M. (1996), Lo strano flauto del bambino autistico, Psicoterapia Psicoanalitica, 1,1. V. cap. settimo. In “Dalla fiaba alla fiaba, esplorazioni nel mondo psichico del bambino autistico”, capitolo nono.
Fe’ D’Ostiani E., Spuntarelli M., Ulissi P. (1996a), Bianca: “La principessa dormiente nel mondo svanito”. La produzione pittorica di un’adolescente psicotica. Psichiatria e Psicoterapia Analitica, XVI, 1, marzo 1997. In “Dalla fiaba alla fiaba, esplorazioni nel mondo psichico del bambino autistico”, capitolo decimo.
Fe’ D’Ostiani E. (1997) Il bambino perduto nella foresta di Hansel e Gretel. Cenni sull’interpretazione negli stadi presimbolici. In “Dalla fiaba alla fiaba, esplorazioni nel mondo psichico del bambino autistico”, capitolo primo.
Monografie

Fe’ D’Ostiani E. Mutismo elettivo e psicosi Roma , Borla 1987
Fe’ D’Ostiani E. Dalla fiaba alla fiaba. Esplorazione nel mondo psichico del bambino autistico Roma, Borla 1998

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Corsi di formazione

erogati dall'Istituto durante l'attività

415

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242

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di Psicoterapeuta dell’Età Evolutiva

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